8 innovazioni che ha lanciato Coco Chanel nel mondo della moda

Due giorni fa c’è stato l’anniversario della nascita di una delle stiliste che più di tutte ha saputo dare una svolta al mondo della moda.

Ribellione, libertà, passione, rivoluzione, coraggio, creatività. Gabrielle Chanel, conosciuta da tutti come Coco Chanel, è stata tutto questo.

Era il 1908 quando cominciò la sua avventura, a Parigi e poi a Deauville, dove aprì i suoi primi negozi. Coco iniziò dai cappelli e il suo estro creativo divenne presto d’interesse per tutta l’aristocrazia del tempo.

In quel periodo la moda iniziava a dire addio ai corsetti e alle costrizioni, ma Coco andò oltre con lo scopo di rendere la donna davvero libera e indipendente, portando tutta una serie di innovazioni nel mondo della moda che resistono tuttora.

  1. Il tubino nero: la “petite robe noire”, la quintessenza dell’eleganza parigina. Un abito semplice, che butta all’aria la costrizione di busti e corsetti e libera le donne. Lo spunto arriva dall’infanzia di Gabrielle: è cresciuta nell’abbazia di Aubazine e non dimentica l’essenzialità delle vesti indossate dalle monache. Oggi, Karl Lagerfeld riveste il tubino di seta, jersey, crêpe, mantenendo sempre il suo fascino.
  2.  La borsa matelassé: ispirata ai tascapane militari, la prima borsa di Coco Chanel è in jersey, rifinita in gros grain. Nel 1955, torna in versione trapuntata a rombi, con la fodera bordeaux stampata a doppie C. La tracolla è una catena intrecciata con la fettuccia di pelle che scorre attraverso due occhielli. È nata la 2.55, tuttora un mito.chanel moda
  3. I bijoux: è la “costume jewelry” prima della “costume jewelry”. Chanel agisce d’istinto, con l’intuito di una stylist provetta. Pietre cabochon, perle barocche o no, croci, Bisanzio e Venezia, tutto rigorosamente falso, ma mescolato ad arte ai magnifici gioielli veri che le regalano gli amici-amanti, il Duca Dimitri e il Duca di Westminster. La bigiotteria rischiara il nero del tubino, come le sfolgoranti vetrate con le storie dei Santi inondano di luce le navate delle chiese medievali.
  4. La camelia: un fiore cinese, dalla geometria perfetta, stilizzato. Mademoiselle lo “copia” dai paraventi Coromandel di cui si circonda, in Rue Cambon e al Ritz. Lo elegge a simbolo del suo stile (e infatti, fino a oggi, ha conosciuto infinite varanti: di seta, paillettes, strass, pelle, tweed, maglia, lana, bianco, nero, beige, fluo…). Anche perché non profuma, e dunque non interferisce con l’unico profumo ammesso, l’inconfondibile Chanel n. 5.camelia chanel lorella chinaglia
  5. Le catene: come cintura, come sautoir, come tracolla per le borsette. Dorate, silver o brunite. Decorano, illuminano, sono “forti” d’aspetto eppure leggere. Possono reggere charms portafortuna (il 5, la stella, la luna, le due C…), croci bizantine oppure un bel niente, Karl le reinventa anche in resina e strass.
  6. Le scarpe bicolore: metà beige, allungano la gamba, metà nere, rimpiccioliscono il piede e nascondono… lo sporco! Coco sì che la sapeva lunga: di fatto, le sue décolletées bicolore sono un classico dell’eleganza, e rinascono continuamente sotto forma di stivali, sandali, derby, persino sneakers.scarpe bicolore chanel lorella chinaglia
  7. Le perle: Gabrielle, super scaramantica, le considera un portafortuna e non si presenta mai in atelier senza il suo “scudo” protettivo iridato. Karl Lagerfeld le cosparge a centinaia su pull e tailleur da giorno, le “spruzza” sui capelli come minuscole clip-gioiello, le ingigantisce e, una volta portate in scala XL, le trasforma in clutch sorprendenti.chanel perle
  8. Il tweed: il più maschile dei tessuti (e anche il più sportivo, indossato dal Duca di Westminster durante le battute di caccia: a Coco, che spesso lo accompagnava, non era certo sfuggito), diventa il più femminile. Chanel lo alleggerisce, lo rende più fluido, morbido, piacevole. Karl Lagerfeld lo tinge di fucsia, lo mescola al denim, al tulle, al glitter, lo impreziosisce con galloni, frange e passamaneria, lo “bruciacchia” e lo riempie di graffiti hip hop, la lezione di stile (e di fantasia) del tweed è più viva che mai.

tweed chanel lorella chinaglia

 

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