La camicia bianca, capo base dell’abbigliamento sia maschile che femminile esiste, sotto varie forme, da migliaia di anni, in tutte le culture. Nella sua forma più semplice e primitiva è formata da due teli di tessuto rettangolari cuciti tra loro lateralmente e sulle spalle. Spesso priva di maniche e colletto, aveva funzione di sottoveste, come la tunica interior, in lino o in cotone naturali, apparsa in Roma nei primi anni del III secolo d.C.

In Europa è documentata fino all’anno Mille come un capo “di sotto”, quindi normalmente nascosto, avente una struttura essenziale a T, con le maniche tagliate in un unico pezzo con la camicia, lunghe fino alla metà dell’avambraccio.

I crociati, successivamente, importano dall’Oriente il camis, in uso presso i Persiani, che suggerirà la struttura definitiva della camicia con le maniche tagliate separatamente, cucite al corpo lungo i fianchi e con scollatura tonda aperta fino al petto.

Con l’ingresso della donna nel mondo del lavoro, la moda femminile ha attinto al repertorio dell’abbigliamento maschile con grande disinvoltura, talvolta con provocazione.

La camicia è il capo di abbigliamento che rappresenta l’eleganza classica e formale derivata dalla eredità borghese dell’Ottocento; sulla scena del cinema e della moda, della politica e dell’intera società si è caricata di connotazioni e significati legati al vissuto. Dai lavoratori in maniche di camicia, ai contadini con la camicia a quadri, alle camicie azzurre, alla camicia nera, alla camicia verde.

La camicia contemporanea si propone come indumento indispensabile sia al guardaroba maschile che femminile, le forme e le tipologie si scambiano fino ad arrivare all’unisex. Saranno le occasioni d’uso a differenziare e qualificare i vari tipi di camicia, nonché i tessuti, le fantasie ed i colori.

camicia bianca moda

Ma che differenza c’è tra la camicia bianca maschile e quella femminile?

La versione al femminile della camicia classica presenta nell’insieme una minore rigidità: colletto e polsini meno rigidi, meno intelati, la linea risulta adeguata alla vestibilità del corpo femminile, l’abbottonatura a sinistra.

La varietà di camicie entrate nell’uso quotidiano ed utilizzate indifferentemente da entrambi i sessi, si connota per la codificazione di tipologie di uso comune provenienti da varie fonti di ispirazione: lo scozzese dal mondo contadino, il jeans dai minatori americani, l’hawaiana dal mondo tropicale, la militare dalla trincea, la sahariana dal deserto, l’indiana dall’oriente.

La connotazione strettamente femminile o maschile rimane nell’ambito dell’abbigliamento elegante e classico o, in senso più attuale, basico.

Per Gianfranco Ferré era l’elemento distintivo del suo stile. Lo stilista l’aveva interpretata in mille modi, con ogni tessuto: taffettà, crêpe de chine, organza, raso, tulle, stoffe di seta o di cotone. “Mi piace pensare che la mia camicia bianca sia un termine di uso universale. Che però ognuno pronuncia come vuole”.

La camicia bianca segna anche la storia del costume: dive come Ava Gardner, Katherine Hepburn e Lauren Bacall la rendono immortale negli anni 40. Audrey Hepburn la porta in Vacanze romane con Gregory Peck. Con un salto di mezzo secolo, negli anni 90 Julia Roberts esalta il modello oversize in Pretty Woman. Come non dimenticare poi – nel 1994 – quella super stylish di Uma Thurman in Pulp Fiction.

Impossibile non possedere una camicia bianca: che sia di cotone, di lino o di seta è una soluzione perfetta per ogni occasione.

Perfetta di giorno, con un paio di jeans, magari anche strappati tanto per renderla meno classica e scontata; oppure con una gonna diritta e un tacco alto, così femminile dalle 9 del mattino sino al cocktail time; o con un tailleur maschile per un look più formale e professionale, che potrete far diventare cool con accessori mirati.

 

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