L’accessorio must del 2018 è il turbante

L’accessorio must have del 2018 sarà il turbante. Lo ha decretato Marc Jacobs che nella sua sfilata Primavera Estate 2018 ha portato in passerella tante idee su come portare i turbanti.

In un’operazione di styling a metà strada tra l’appropriazione culturale (con richiami al folk, all’Oriente o ai costumi tribali) e le ispirazioni di moda con l’omaggio alla musa Diana Vreeland, ma anche a Kate Moss che lo indossò al Met Gala nel 2012, il turbante è l’accessorio evergreen ha accomunato look casual dai brillanti color block e outfit sporty con parka in pvc, tute biker e mise da sera super glamorous con atmosfere alla Studio 54.

Maxi foulard stampati o in seta a tinta unita; annodati, con maxi fiocchi o fermati da sontuose spille zoomorfe.

La sfilata di Marc Jacobs è molto meglio di un tutorial e ogni look offre degli spunti per tornare a indossare questo accessorio con un’attitude elegante e originale.

La storia del turbante

turbante lorella chinaglia

Il turbante è originario delle antiche terre persiane e da lì, passando per paesi, religioni, conflitti e società diverse approda nelle collezioni dei designer a noi contemporanei, affermandosi come accessorio chic e ricercato.

Tradizionalmente, in Oriente, erano soprattutto gli uomini a indossare il turbante: nella cultura islamica serviva per coprire il capo di quanti morivano di morte inattesa, in India era diverso a seconda della casta e della città di origine di un uomo.

Diciamo che si trattava di scenari completamente diversi rispetto al contesto che l’ha visto comparire in Occidente alla fine del 1600 sul capo della della fanciulla ritratta da Jan Vermeer nel dipinto la Ragazza con l’orecchino di perla (anche noto come La Ragazza con il turbante) dove il copricapo simboleggia l’umiltà della fanciulla serva contrapposto alla ricchezza suggerita dall’orecchino di perla.

Il turbante è negli anni diventato anche il simbolo di una condizione femminile complessa e disagiata: dalle schiave afroamericane nei campi di cotone o alla servitù degli Stati Uniti del Sud, alle operaie durate la guerra che lo usavano per fasciarsi il capo per evitare che i capelli potessero incastrarsi nei macchinari.

Fu lo stilista francese Paul Poiret a dare al turbante una connotazione di eleganza e stile intorno agli anni ’20, vestendo attrici e donne famose del calibro di Greta Garbo e Diana Vreeland e successivamente le regine di colore del jazz e del soul come Nina Simone a riprendere questa moda per ricordare con fierezza le loro radici.

Noi di Lorella Chinaglia – Scuola di Moda e Sartoria lo adoriamo! Guarda la nostra gallery della sfilata di Marc Jacobs per prendere ispirazione!

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