STORIA DELLA MODA: GIANNI VERSACE

La storia del marchio Versace è prima di tutto una storia familiare che ha inizio a Reggio Calabria negli anni ’50 quando il piccolo Gianni giocava nella sartoria della madre dove imparò le basi del mestiere, perché se è vero che negli anni di massimo successo gli fu riservato ogni tipo di appellativo, lui si definì sempre un sarto.

STORIA DELLA MODA: GIANNI VERSACE

Nella stessa sartoria crebbero anche il fratello maggiore Santo, il cui interesse per la moda si indirizzerà verso l’aspetto manageriale, e la sorella minore Donatella che seguì le orme di Gianni di cui fu musa e braccio destro fino alla tragica morte nel 1997, anno in cui subentrò nel ruolo di direttore creativo del marchio Versace.

Nel 1978 Milano iniziava a diventare un’importante centro internazionale per la moda, nel giro di due anni le case iscritte nel calendario ufficiale delle sfilate della Camera Nazionale della Moda Italiana erano passate da 14 a 52, tra questi un nuovo nome: Versace dopo una lunga esperienza come direttore creativo di altri brand Gianni aveva deciso di lanciarsi in una nuova avventura che iniziò ufficialmente con la sfilata donna del 28 marzo in cui esplorò le infinite possibilità della pelle.

STORIA DELLA MODA: GIANNI VERSACE

Un anno dopo sfilò la prima collezione maschile, da lì iniziò un processo che lo portò a rivoluzionare il mondo della moda sotto ogni aspetto.

Dal punto di vista stilistico la storia di Versace è segnata dalla versatilità delle collezioni in cui elementi spaziali e temporali assai distanti ed in antitesi si confondono nel disegno di una donna che prima non esisteva, ossia sfacciatamente sexy e glamour, un’estetica che segnò profondamente gli anni ’80 e ’90.

Nel 1982 Gianni Versace inventò l’oroton, ossia la maglia a incastro di elementi metallici; poi fu la volta del tessuto “Africa” in cui un sottile filo di nylon veniva accoppiato ad un filo di viscosa e poi trattato per ottenere le sue famose trasparenze; nell’84 introdusse la scomposizione dei volumi di Picasso nella struttura degli abiti, da lì iniziò i riferimenti all’arte contemporanea.

Per l’inverno 1987-88 accorciò spudoratamente le gonne dei tailleur da manager, nella stagione seguente ne allungò la giacca trasformandola quasi in abito ribattezzato “blady” (acronimo di blazer e lady).

STORIA DELLA MODA: GIANNI VERSACE

Negli anni ’90 Versace inizia all’insegna del colore proponendo tailleur coloratissimi, nell’autunno/inverno 1992-93 in piena controtendenza ci fu una delle sfilate più celebri di Versace, quella ribattezzata “bondage”: le modelle apparvero sulle passerelle in abiti neri aderenti impreziositi da borchie dorate, fibbie di diamanti, cinture di seta e tacchi a spillo.

Dopo la morte di Gianni nel 197 a Miami per mano di un serial killer è toccato alla sorella Donatella, già dall’89 direttrice creativa della seconda linea Versus, il compito di traghettare Versace nel nuovo millennio, continuando ad incantare proprio come la figura mitologica della Medusa, simbolo del brand.

L’importanza di Versace nella storia della moda si misura anche sotto altri profili, si tratta infatti di uno dei marchi che più a contribuito dalla fine degli anni ’70 a fare di Milano la capitale della moda mondiale.

LA MEDUSA

Il simbolo di Versace è sicuramente la Medusa, simbolo greco di bellezza, arte e filosofia. In particolar modo la scelta della Medusa come logo, è ricaduta sul potere magnetico e fatale della donna. Chi si innamora della Medusa non ha scampo.

La filosofia di Gianni Versace ricade su questo concetto, chi è conquistato da Versace, non può tornare indietro, è una seduzione che non ha mai fine. La decisione di scegliere come simbolo la Medusa e il motivo della greca viene anche dal retaggio culturale che Gianni Versace ha portato con sé.

LA STORIA DELLA MODA GIANNI VERSACE

Iscriviti subito ai corsi di Lorella Chinagla – Scuola di Moda e Sartoria.

Iscriviti ora al nostro corso di fashion design!

corso di fashion design

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here