VIRGIL ABLOH E’ IL NUOVO DIRETTORE CREATIVO DELLA LINEA MASCHILE DI LOUIS VUITTON

VIRGIL ABLOH E' IL NUOVO DIRETTORE CREATIVO DELLA LINEA MASCHILE DI LOUIS VUITTON

La Scuola di Moda e Sartoria di Lorella Chinaglia è costantemente aggiornata sulle ultime notizie riguardanti il mondo della moda.

È Virgil Abloh il nuovo direttore artistico delle collezioni uomo di Louis Vuitton. A comunicarlo ufficialmente è stata la stessa maison in mattinata.

Il designer arriva in sostituzione di Kim Jones, che ha lasciato i vertici creativi della griffe lo scorso gennaio per andare a dirigere Dior Homme.

La sua prima sfilata per Louis Vuitton si terrà a giugno in occasione della settimana della moda uomo a Parigi.

Chi è Virgil Abloh?

Classe 1980 e nato e cresciuto a Chicago da genitore ghanesi, Abloh ha lanciato la sua linea nel 2013 grazie anche al supporto dell’amico e collaboratore Kanye West.

Oggi, a distanza di soli cinque anni, lo si può definire come uno dei fautori del trend streetwear che ha invaso l’industria della moda, incentivando brand di ogni genere (anche del prêt-à-porter e del design) a investire in collaborazioni particolarmente fortunate.

Nike, Moncler, Vans, Jimmy Choo, Ikea sono solo alcuni dei nomi che hanno voluto legare la propria immagine a quella del giovane stilista. E, durante le ultime stagioni, Louis Vuitton ha viaggiato sulla stessa linea d’onda, grazie anche all’ormai iconica collezione nata nel 2017 dalla partnership con Supreme.

La decisione della maison parigina di porre a capo dell’ufficio stile maschile proprio colui che è diventato il punto di riferimento di questa determinata estetica dunque conferma la volontà di concentrare gli sforzi nell’attrarre un pubblico giovane ma attento che, oltre al valore intrinseco di un capo o di un accessorio, va alla ricerca di pezzi esclusivi e unici.

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L’offerta di Louis Vuitton, un marchio classico e di lusso, è indicativa di come lo streetwear – un modo di vestire casual e informale, nato negli anni Settanta, ispirato allo stile dei surfisti californiani e poi cresciuto con la cultura hiphop e la moda d’avanguardia giapponese – sia diventato in un decennio dominante e centrale; l’anno scorso ha per esempio contribuito all’aumento delle vendite nel settore del 5 per cento, per un totale di 263 miliardi di euro.

È anche segno di come Louis Vuitton voglia attirare soprattutto i millennials, cioè i nati dopo gli anni Ottanta, un pubblico che Abloh sa maneggiare perfettamente e su cui ha costruito il suo successo, disegnando uno stile pieno di citazioni e mescolanze ispirato al loro modo di vestire.

«È più inserito nella cultura di chiunque altro», disse nel 2016 alla rivista Business of Fashion Fraser Cooke, famoso creativo di Nike, mentre secondo David Fischer, fondatore del sito di streetwear Highsnobiety, «il punto di forza di Virgil è la comprensione che ha del suo mercato. Ha inventato modi intelligenti per rapportarsi con il suo pubblico».

Michael Burke, direttore esecutivo di Louis Vuitton, ha spiegato di aver scelto Abloh perché «è incredibilmente bravo a creare ponti tra quel che è classico e lo spirito del tempo». I due collaborarono per la prima volta insieme 12 anni fa per sei mesi a Fendi, di cui Burke era direttore esecutivo.

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