Nelsettore della moda, l’Italia vanta un primato importante nell’ ambito della produzione manifatturiera e della lavorazione di prodotti destinati all’ esportazione. Trova la sua collocazione la figura del modellista, all’interno del processo di produzione di abiti e non solo. Il compito del modellista è molto importante, in quanto si occupa di realizzare in pratica,le idee dello stilista.
Le caratteristiche e competenze del Modellista, sono molteplici,le conoscenze di base sono sicuramente: una buona padronanza delle tecnologie informatiche di riferimento (Cad e altri software o applicazioni specifici per il modellismo), nonché buone competenze nell’abito della progettazione su carta dei modelli e della realizzazione odei prototipi e una conoscenza delle nozioni di disegno bidimensionale e 3D. Anche la conoscenza teorica della storia del costume e degli stili è un requisito indispensabile per o un buon Modellista, a cui si aggiunge lo studio dei materiali. Non dovrebbe mancare inoltre creatività, precisione, manualità e predisposizione al lavoro d’equipe.
modellista moulage
Il Modellista ha il compito di sviluppare un modello o prototipo del prodotto da realizzare, interpretando lo schizzo dello stilista e attenendosi alle sue indicazioni circa materiali e linee stilistiche da utilizzare. L’obiettivo principale del Modellista, quindi, consiste nell’ intermediazione tra l’idea dello stilista e la realizzazione in serie o sartoriale del prodotto.
Dopo essersi occupato della redazione di una scheda tecnica del prodotto, il Modellista passa alla concretizzazione del modello. Dovrà occuparsi di ottimizzare la catena di lavoro, definendo come ogni tipo di tessuto debba essere tagliato per evitare sprechi.
Una volta completati i prototipi, il Modellista dovrà verificare la qualità e la vestibilità degli stessi, apportando alcune modifiche, se necessarie.
Negli ultimi anni, la formazione si è arricchita con l’introduzione di alcuni corsi di laurea in design e moda, che in genere prevedono laboratori pratici e stage in azienda nel settore.
Una buona alternativa sono le Accademie di moda e i Corsi di formazione e professionali, a cui è possibile accedere dopo il diploma.
In questa tipologia di lavoro tecnico, l’esperienza pratica in aziendadiventa più che mai fondamentale per acquisire sufficiente autonomia e sicurezza delle procedure da adottare.
Il Modellista lavora come dipendente in aziende del settore moda di varie dimensioni: nel caso di piccole aziende per una produzione sartoriale, mentre nel caso di grandi aziende sarà coinvolto in una produzione di tipo industriale.
materiali
Il Modellista, in quanto figura tecnico specializzato, è molto ricercato e poco diffuso, quindi ben retribuito. Secondo gli studi di settore, può guadagnare da 20 mila a 38 mila euro annui, a seconda dell’esperienza maturata e della tipologia dell’azienda.
Con l’acquisizione di una significativa esperienza, il Modellista può ambire a ruoli di responsabilità, ad esempio come Responsabile dei Modelli o a capo dell’Ufficio Stile, può inoltre ambire ad un ruolo primario come titolare di un azienda o di un service.
In un service di Moda, si troveranno molte figure tecniche di Modellisti, che realizzeranno tutto il lavoro di un ufficio stile, non di una sola azienda ma di molteplici, in questo modo è possibile far crescere il proprio bagaglio di esperienza.
Studiare la Moda a Ferrara con la Scuola di Formazione Moda di Lorella Chinaglia. Corsi Per Modellista,Stilista,Designer anche personalizzati , corsi brevi e corsi CAD. La frequenza di tutti i corsi è formulata in modo di ottimizzare al meglio il proprio tempo, senza per questo penalizzare il risultato finale.
Nelle nostre sedi di Ferrara e Rovigo, è possibile studiare la Moda con metodo didattico da testi del metodo Burgo, sia per modellismo che per designer, danno la possibilità di frequentare anche un corso full immersion nel mese di luglio, per approfondimenti sul qualsiasi tipo di corso, aggiornamenti, o corsi brevi.
Nelle nostre sedi di Ferrara e Rovigo è possibile accedere a corsi in e-learning per tutti i corsi CAD, con lezioni personalizzate singole, o lezioni di classe con al massimo cinque studenti. Le lezioni e-learning possono essere pianificate come progetto anche individuale, come orari e tempistiche.
Sfilata Medaglie D’oro Ferrara
La nostra Scuola di Formazione ha in uso sistemi CAD con versioni sempre aggiornate, e personale qualificato, è attenta alle richieste di mercato essendo in collaborazione con aziende del settore. Il nostra sistema Cad più utilizzato è il Lectra, con versioni sempre aggiornate, completo di programmi Modaris per elaborazione modelli, Marker per piazzati e Justprint programma di stampa. La Scuola mette fra l’altro a disposizione delle aziende nominativi di ragazzi per inserirli in un contesto lavorativo adeguato alla propria predisposizione e alle aspettative di entrambi, per quanto sia possibile.
La Scuola di Formazione Moda di Lorella Chinaglia con sede a Ferrara e Rovigo, organizza visite in aziende, come Brunello Cucinelli. Musei esempio quello del telaio, aziende produzione tessuti, Milano Unica, e corsi Moulage e corsi di tinteggiatura tessuti. Oltre che sfilate di Moda con abiti realizzati dagli allievi. Servizi Fotografici.
Abito d’esame nel servizio fotografico al Museo Archeologico di Ferrara-Foto di Andrea Bernardi
Nel nostro programma di studi che si trova in modo dettagliato sul sito lorellachinaglia.it, c’è spazio e disponibilità per tutte le richieste di formazione modulandole con frequenza appropriata.
Tutti i nostri corsi sono adattabili ad esigenze personali, in modo di permettere a più persone di concretizzare i loro desideri formativi.
Scuola di Formazione Moda di Lorella Chinaglia, é aperta anche nel mese di luglio con corso estivo. Corsi anche personalizzati o di aggiornamento, corsi brevi e corsi CAD. La frequenza per questa tipologia di corso è formulata in modo di dare spazio a chi di tempo non ne ha molto, o per motivi di studio o di lavoro.
Le nostre sedi di Ferrara e Rovigo, con metodo didattico da testi del sistema Burgo, sia per modellismo che per designer, danno la possibilità di frequentare anche un corso full immersion nel mese di luglio, per approfondimenti sul qualsiasi tipo di corso, aggiornamenti, o corsi brevi.
Oltre al corso estivo le nostre sedi svolgono corsi in e-learning per tutti i corsi CAD, con lezioni personalizzate singole, o lezioni di classe con al massimo cinque studenti. Le lezioni e-learning possono essere pianificate come progetto anche individuale, come orari e tempistiche.
Corso Stilista
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La Scuola di Formazione Moda di Lorella Chinaglia con sede a Ferrara e Rovigo, offre opportunità di frequenza anche personalizzata, visite a musei, fiere del settore tessile, accessori tessuti e style.
Visite ad aziende del settore Moda con spiegazioni e visita ai reparti di produzione,”toccando con mano “ le fasi di progettazione e realizzazione della fase in essere.
Visita al Borgo e azienda Brunello Cucinelli
I nostri ragazzi che alla fine del percorso lo desiderano, possono essere indicati e inseriti in aziende che richiedono una nostra prima selezione per inserimento in equipe, formando e completando la loro figura.
Nel nostro programma di studi che si trova in modo dettagliato sul sito lorellachinaglia.it, c’ è spazio e disponibilità per tutte le richieste di formazione modulandole con frequenza appropriata.
Il corso estivo è molto richiesto perché soddisfa le esigenze di tutte le persone che hanno a loro disposizione poco tempo, concentrando in un mese solo. Ovviamente, non è possibile in poco tempo svolgere un percorso formativo lungo, quale modellista industriale, designer e stilista.
Secondo la Confindustria per creare un Industria 4.0,da oggi a cinque anni, mancano 280 mila figure professionali, specializzate in meccanica, agroalimentare, chimica e Moda. Le aziende che le richiedono non le trovano. Le aziende che in questi ultimi tempi hanno investito per rinnovarsi e adeguarsi all ’innovazione digitale con Industria 4.0, ora rischiano di non trovare le persone necessarie con una formazione adeguata alle innovazioni. Le aziende chiedono personale super tecnico per poter affrontare la richiesta di mercato.
Industria 4.0
Gli skill richiesti
Queste persone altamente richieste, in genere sono giovani diplomati persso istituti tecnici . Questa figure deve essere flessibile, ossia pronto ad interpretare le continue e nuove esigenze della moderna produzione industriale. Lo skill deve essere versatile e disponibile al cambiamento per essere al passo con i veloci cambiamenti che la globalizzazione ci propone. Apprezzati sono intuito e curiosità , ossia voglia di apprendere. In poche parole la persona ricercata deve essere proiettata in modo naturale ad una cultura digitale, perché è da li che tutto si svolge.
Cad 3D Lectra
Non vi è dubbio che le nostre università siano (tranne che qualche eccezione) in ritardo rispetto alle necessità delle imprese. Aspettando la formazione adeguata, si può supplir con Master (scuole private) o con ITS , scuole tecniche. Adeguata alla formazione è anche l’alternanza scuola lavoro, o la possibilità che danno scuole private di interagire con aziende del settore.
Cad 2 D Lectra
La competenza su cui le imprese dichiarano che bisogna puntare maggiormente è la capacità di definire un piano di adozione delle tecnologie per il miglioramento dei processi produttivi, ma solo il 46% si ritiene sufficientemente preparata in questo senso. competenza che sembra fondamentale è la capacità di gestire il piano di adozione delle tecnologie 4.0. Una competenza che richiede contemperare la prospettiva strategica di business con la prospettiva tecnica, considerando una serie di aspetti, sicurezza del personale, privacy, proprietà dei dati, aspetti legali, è la supply chain
Quando la tradizione sartoriale dell’alta moda si mescola con le ultime tecnologie, nascono capi originali ed esclusivi.
Con la nuova collezione Balenciaga i processi di high tech si sono fusi con l’antica arte del cucito dando vita a capi di haute couture unici, un mix di artigianato e innovazione.
Il direttore creativo della casa di moda, Demna Gvasalia, ha utilizzato la stampa 3D per creare una serie di giacche molto ampie e dal contorno esagerato per la collezione Autunno/Inverno 2018 firmata Balenciaga.
Mentre Gucci ha recentemente fatto sfilare i suoi modelli sulla passerella con teste stampate in 3D e Dolce & Gabbana ha sostituito i modelli di borse con i droni, Balenciaga ha utilizzato le tecnologie 3D in un modo più “tradizionale” per creare una linea di cappotti colorati e a doppio petto.
Balenciaga
Il designer Gvasalia ha recentemente dichiarato a Vogue, che i cappotti celebri per le linee ampie sulle spalle, stretti in vita e larghi sui fianchi- sono stati realizzati con l’ausilio della scansione 3D e della stampa 3D. Per ottenere la silhouette scenica e “teatrale” delle giacche, il designer 3D ha scansionato i corpi dei modelli che indossavano i cappotti e poi ha adattato e modificato le forme del corpo in un programma CAD.
Queste forme “alterate” sono state stampate in 3D e fuse con una leggera schiuma, in un secondo momento.
Come Gvasalia ha detto a Vogue: “per la prima volta, ho realizzato montaggi digitali su un computer. Abbiamo scansionato i corpi in 3D e poi abbiamo modificato le forme nei file, le abbiamo stampate in 3D e poi prodotto degli stampi.
La parte sartoriale che si vede è tutta stampata. Ci sono solo due cuciture sul lato e il foro del braccio.
C’è solo uno strato di tessuto. In altre parole, invece di impilare il tessuto o usare tecniche di cucitura per creare i fianchi esagerati del cappotto, il designer e il suo team hanno dovuto semplicemente drappeggiare i tessuti che stavano usando sopra i pezzi di gommapiuma del manichino e cucirli.”
E’ sempre sorprendente vedere la varietà di modi in cui le tecnologie 3D possono essere utilizzate per creare pezzi di alta moda e come questa tendenza continuerà a crescere.
L’innovazione sarà l’ingrediente essenziale per il rilancio del settore artigianale e un’opportunità di accesso al mondo del lavoro sempre più dinamico ed esigente. Capacità, creatività, manualità, padronanza delle nuove tecnologie devono essere le necessarie competenze del futuro artigiano..digitale!
Pakodemo nasce nel 2011 con grande passione innata per il design che da sempre accompagna gli ideatori. Rughino è il nome del logo che da subito si aggrega in questa avventura. La linearità e il gioco di colori, miscelati con una quasi maniacale ricerca del bello, del particolare, del semplice, caratterizzano lo stile Pakodemo. Le forme originali e spesso smussate danno un senso di piacevole morbdezza.
Rugantino
https://www.pakodemodesign.it
Pakodemo è gioielli in acciaio ipoallergenico. La linea donna, fresca e giovanile, la linea uomo, forte e decisa,giorno per giorno, modello per modello, tracciano il solco di questo nuovo cammino, in questa nuova storia. Visitando i siti, www.pakodemo.it e www.pakodemodesign.it ci si potrà, quanto meno, rendere conto di tutto quello che le sole parole non riescono a trasmettere.
Gioielli Pakodemo
https://www.pakodemodesign.it
Con la nostra scuola , abbiamo contribuito alla realizzazione di un book fotografico, dando come apporto alcuni abiti realizzati dalla Scuola di Moda di Lorella Chinaglia, sede di Ferrara e Rovigo. Abbiamo inoltre collaborato con il Fotografo Andrea Bernardi,grande professionista Mua Giulia Miorelli,truccatrice e acconciatrice con molta professionalità e esperienza. Modella Charlotte Bi, con tanta voglia di crescere e aspettative riguardo la professione di modella.
Gioielli Pakodemo
Gioielli Pakodemo
Pakodemo significa gioielli in materiale ipoallergenico. la collezione comporta una linea donna, fresca e giovanile, e una linea uomo, forte e decisa,che giorno per giorno, modello per modello, tracciano il solco di questo nuovo cammino, in questa nuova storia. Visitando i siti, www.pakodemo.it e www.pakodemodesign.it ci si potrà rendere conto di tutto quello che le sole parole non riescono a trasmettere, e resterà la voglia di provare il contatto con il materiale e il design unico e originale dei gioielli creati da Pasquale Oliviero. Ho potuto verificare direttamente la perfezione dello stile e delle creazioni dei gioielli creati con tanta passione e dedizione.
Il comparto della moda chiede nuove figure professionali. Soprattutto nella creazione manuale dei modelli
Il comparto della moda italiana è da sempre uno dei settori di eccellenza del made in Italy. Nel 2011 il fatturato ha superato i 52 miliardi di euro, con un aumento del 6% rispetto all’anno precedente (dati Federazione tessile e moda). Una filiera che impegna imprese diverse, dalle filature e le tessiture fino alla scelta delle luci per le passerelle. E che negli ultimi dieci anni ha subito enormi cambiamenti, dalla scomparsa di alcuni stilisti all’emigrazione all’estero di marchi storici, dall’avvento delle vendite online al successo del fast fashion. Ma se il mestiere dello stilista continua a essere il più ambito dai giovani, e anche il più complesso da raggiungere, il settore del fashion chiede sempre nuove figure professionali. «Le ricerche di personale», scrive Emanuela Cavalca Altan nel suo ultimo libro Moda e design in bilico, «si orientano verso professioni commerciali, come addetti alle vendite o responsabili store». Quelle più ricercate, però, sono «le professioni tecniche», dal modellista al tecnico di produzione fino al prototipista. Professioni manuali per le quali nel settore moda italiano manca il personale. Così i corsi di formazione, inclusi quelli di Louis Vuitton, vanno deserti.
In un momento di crisi economica, le aziende della moda sono molto attente a razionalizzare le spese e quindi a quello che viene chiamato merchandising mix, cioè alla realizzazione di collezioni che per struttura, assortimento e fasce di prezzo siano perfettamente coerenti e rispondenti alle esigenze dei consumatori, attuali e potenziali, a seconda degli obiettivi strategici dell’azienda. Le figure professionali più ricercate in questo ambito vanno dal brand manager al productmanager, il merchandiser di collezione e l’addetto alla logistica. Anche la riscoperta della figura del buyer, il compratore che cura gli acquisti dei capi per i negozi, è legata alla necessità per i titolari delle imprese di risparmiare sull’approvvigionamento.
Una figura chiave in questo senso è quella del product manager, a metà tra l’area prodotto e il marketing, entrata nel mondo della moda con la funzione di sviluppare la strategia di un prodotto o di una linea da lanciare o rinnovare. Il product managerdeve pensare a una collezione o un prodotto vendibile coerente con i valori dell’azienda (e in questo collabora con il brand manager) e posizionato correttamente nella fascia di prezzo. Identifica il segmento del mercato da raggiungere e la concorrenza. E una volta terminata la campagna vendite, pianifica quella successiva.
Molto richiesta è anche la figura dell’uomo prodotto o merchandiser, che ha il compito di sviluppare una collezione in linea con le esigenze dell’azienda. Per questo deve possedere insieme una sensibilità artistica e conoscenze tecniche, oltre che buona capacità di dialogo con le altre parti del processo di produzione. Segue tutte le fasi di sviluppo della collezione e coordina le prove, supportando il reparto modelleria e i produttori esterni fino alla messa a punto del campione.
Professione Moda
REALIZZAZIONE MANUALE
Uno dei tanti paradossi dell’Italia, scrive Cavalca Altan, è che «molti disdegnano il lavoro manuale». Anche nella moda. Parliamo di figure tecniche sia per l’industria calzaturiera che per l’abbigliamento, dal modellista al prototipista all’addetto alle taglie. Ma forse non tutti sanno che «nel campo della modelleria femminile, un tecnico preparato riesce a portare a casa uno stipendio netto che va dai 3 ai 6 mila euro al mese». La manualità spaventa, insomma. Tanto che per i corsi di formazione italiani di Louis Vuitton non si riesce neanche a completare una classe di venti persone. Così vengono annullati.
Nella parte tecnica, tra le professioni più ricercate c’è quella del modellista: lavora a stretto contatto con lo stlista e da lui dipende la linea perfetta del modello e la sua vestibilità. Il modellista legge e decodifica lo schizzo dello stlista, lo trasporta su un cartone in tutte le sue parti e con le necessarie specifiche, poi lo taglia per costruire le parti del modello. In poche parole: trasforma le idee in materia. Grazie alla tecnologia, però, negli ultimi anni il modellista ha appeso al chiodo “la stecca e la penna”, trasferendo i suoi disegni prima sul computer e poi sulla carta. All’inizio della carriera, si parte dal ruolo di aiuto modellista, per poi passare a modellista di una collezione, coordinatore di più linee e infine responsabile dell’area modelli. Lo stipendio iniziale è di circa 1.500/2.000 euro lordi fino a retribuzioni molto più alte. Anche se molte aziende affidano alle strutture esterne di model service parte della realizzazione del modello e dei prototipi. Ed è qui che è possibile trovare nuovi impieghi.
Per la realizzazione del prototipo, la figura professionale di riferimento è quella del prototipista. Una figura quasi introvabile, si legge in Moda e design in bilico, con il compito di realizzare il prototipo del capo campione. Cosa fa in pratica il prototipista? Taglia e cuce a mano ciò che il modellista ha disegnato. E una volta terminato, si decide se metterlo in produzione o meno. Il prototipista deve essere dotato di grande pazienza, scrive Calvalca Altan, per fare e smontare il capo, dalle scarpe ai pantaloni, finché stilista e modellista non saranno soddisfatti.
Una volta scelto e memorizzato al computer il prototipo giusto, è il momento dell’addetto allo sviluppo delle taglie. Dopo l’inserimento dei dati, un programma specifico realizza le taglie di sviluppo. L’addetto controlla l’esattezza e la coerenza dello sviluppo. E, sempre al computer, prepara il grafico di taglio del tessuto con la massima efficienza e il minimo spreco. È un processo di matematica che segue la logica proporzionale delle taglie. E che si differenzia in scalare, conformato e calibrato, a seconda del numero delle taglie da sviluppare.
PROFESSIONI CONTRO LA CONTRAFFAZIONE
Quando il prodotto è bello e finito, cominciano le magagne. Quasi ogni giorno la Guardia di Finanza sequestra prodotti contraffatti, dagli occhiali alle scarpe. E il mercato degli acquirenti sembra essere florido. È per questo che figure professionali in grado di proteggere il marchio dal commercio illegale diventano strategiche.
Il responsabile Industrial Property (IP) è una figura fondamentale per le aziendeche sempre più devono proteggersi dalla contraffazione e dal commercio illegale che possono danneggiare l’immagine del marchio. Chi ricopre questo ruolo ha solitamente una laurea in giurisprudenza, economia aziendale o ingegneria gestionale. Per essere iscritti all’ordine dei consulenti in PI, bisogna superare un esame di abilitazione. L’IP dovrà proteggere il prodotto dall’ideazione fino alla commercializzazione. Il licensing manager, invece, si occupa di gestire le modalità di cessione del diritto d’utilizzo di un marchio, seguendo gli aspetti legali e finanziari. Deve fare attenzione nella scelta dei partner, puntando a scegliere aziende serie. «Un esperto in licensing», scrive Cavalca Altan, «ha le medesime conoscenze dell’IP, ma maggiori competenze legali, perché si dovrà occupare di gestire i contratti e predisporre tutte le cautele». I compensi variano in relazione alla dimensione dell’azienda, ma alla cifra base va aggiunto un extra legato al risultato.
FASHION WEB
Tra i nuovi mestieri del fashion, non potevano mancare quelli destinati al Web. Accanto ai pierre tradizionali, si affiancano nuove figure professionali che richiedono nuove e specifiche competenze: dall’e-commerce manager o web marketing manager al community manager. Le aziende sono alla ricerca di questi professionisti, solitamente giovani, che aiutino a sfruttare in pieno le nuove frontiere online del business e che siano in grado di traghettare le aziende, spesso con una lunga esperienza alle spalle, nel mondo della moda 2.0.
COMMERCIO E VENDITA
Dalla vendita in Rete al commercio tradizionale nei negozi, in questo caso a essere ricercate dal mercato sono figure come gli addetti alle vendite (commesso) o i responsabili degli store. Lavori che comportano qualche sacrificio: molte ore in piedi, sabato e festività impegnate e sveglia al mattino presto. Ma attenzione: l’addetto alle vendite, precisa Cavalca Altan, non è più il semplice commesso di una volta, ma è diventato progressivamente un consulente di moda. Vendere un marchio di lusso non significa solo porgere una gonna o un pantalone, insomma, ma trasmettere una intera cultura d’azienda. Stesso discorso per lo store manager, che deve monitorare sul campo l’andamento del punto vendita. Un netto aumento di richieste c’è anche per gli addetti all’ufficio commerciale estero, per i quali viene richiesta la conoscenza di almeno due lingue straniere. In particolare, sono in aumento le richieste di addetti alla vendita con una padronanza fluente del cinese, del russo e del coreano. Figure chiave sono anche i sales planner, sales analyst e stock manager. Quest’ultimoha preso molto piede negli ultimi anni,occupandosi di smaltire la marce invenduta del magazzino per aprire outlet o reinserirla nel circuito di vendita.
Fondamentale per la vendita dell’abbigliamento in un negozio è la vetrina e la sua organizzazione. Per questo, il mercato cerca sempre più vetrinisti, in gergo tecnico visual merchandiser, che altro non sono che professionisti della comunicazione visiva con il compito di progettare e curare la disposizione dei prodotti nelle vetrine e nei punti vendita. Studiano lo spazio, la luce, cercando una la disposizione giusta per veicolare i valori dell’azienda. Per questo esiste anche una scuola specializzata come l’Accademia vetrinistica italiana, che insegna ai giovani le tecniche espositive per creare vetrine.
Sfilata La moda in Castello 2017Sfilata La moda in Castello 2017
LE SFILATE
L’ultima tappa di questa filiera non possono che essere le sfilate. Il sogno di chi vuol fare lo stlista. Ma dietro le modelle truccatissime e magrissime che sfilano indossando abiti meravigliosi, c’è tutto un brulichio di persone e professionalità che regge l’organizzazione dell’evento. A partire dagli addetti alla sicurezza della sala d’ingresso e del backstage che, con tanto di auricolare e divisa nera, controllano i pass di chi entra ed esce. Per la preparazione delle modelle, lavorano invece parrucchieri e assistenti, truccatori e vestieriste.
Ogni modella ha una vestierista, che si occupa di sistemare sullo manichino il capo da indossare e da togliere nel giro di trenta secondi. A coordinare le vestieriste, le uscite degli abiti e lo staff scenografico, è la regia della sfilata. E in questo molti mestieri del mondo dello spettacolo si intrecciano con la moda. Dietro le quinte, poi, c’è anche un fashion stylist, che cura l’immagine del marchio nella sfilata, scegliendo i capi della collezione da inserire, coordinando il truccatore e il parrucchiere per lo shooting fotografico.
Tra il pubblico, seduti a bordo passerella ci sono i buyer, tra le figure più ricercate da cacciatori di teste e dalle società di selezione. Si tratta dei responsabili degli acquisti di una azienda, sui quali l’azienda conta anche in termini di razionalizzazione della spesa e di risparmio. Il buyer deve sapere innovare continuamente i meccanismi di approvvigionamento dei materiali per ridurre i tempi e razionalizzare le spese. E con la comparsa di piattaforme commerciali online, il classico compratore si è trasformato nel web buyer. Che ha le stesse funzioni di un buyer tradizionale, ma lo fa in Rete.
Carlo Salomoni è un artista poliedrico, pittore, illustratore, designer, scultore.
Carlo ama sognare alla luce del giorno, dando vita ad un surrealismo che inducel’osservatorea quel sorrisoche, proprio come una medicina, aiuta a dimenticare i mali del mondo. Nasce così un mondo di sogni e luoghi in cui realtà e fantasia si fondono, un mondo nel quale lo spettatore viene catapultato tra bellissimi colori, magia, fantasia e oggetti che improvvisamente si animano e prendono vita, con personaggi fantastici e veri e propri scenari fiabeschi nei quali ci si puòimmergere e viaggiare.
Carlo fa così intendere che dietro ad ogni cosa, dietro ad ogni dove, si può incontrare ciò che si è sempre sognato, quando si guarda e si vede con gli occhi di un bambino.
I suoi lavori artistici traggono origine dal mondo metafisico, dal surrealismo, dalla Fantasy Art, dal realismo magico.
Produce dipinti ad olio, tecniche miste e acrilici su tela, legno, carta, terracotta ; disegni a inchiostri, china, matite colorate e grafite su carta; sculture in legno intagliato e dipinto. Ama dipingere ilpellame per calzature artigianali ed accessori esclusivi, ( cinture, borse ecc..)e decorare tessuti per abiti di moda. In questo ambito ha collaborato con aziende calzaturiere venete ed emiliane e con la Scuola di Moda di Lorella Chinaglia ( Ferrara e Rovigo).
Carlo ama creare cicli di opere sempre diverse per garantire l’originalità di ogni singolo pezzo.
Nasce a Ferrara, ITALIA, nel 1956. Laureato in Medicina e Chirurgia con Specializzazione in Chirurgia Generale, nel 1991 decide di lasciare l’attività medica e diventa un artista professionista.
Carlo è autodidatta nella pittura ma con l’arte nella genetica, pittori infatti erano il nonno e lo zio paterni, quest’ultimo ( Tito Salomoni ) è stato un pittore surrealista di fama internazionale.
Carlo ha esposto in Italia, Francia, Belgio, Svizzera, USA.
Da alcuni anni si presenta al pubblico come artista freelance,
Abito dipinto da Carlo Salomoni
esponendo in Gallerie Internazionali d’arte on line. I suoi dipinti sono presenti in collezioni private in Italia, Francia, Spagna, Belgio, Polonia, Lussemburgo, Germania, Regno Unito, USA, Canada, Australia, Messico, Perù. Sua moglie Angela Teresa Lopez è autrice di racconti, poesie e romanzi, dai quali Carlo spessissimo trae ispirazione creativa.
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Carlo Salomoni oltre che artista poliedrico, pittore, illustratore, designer, scultore, è una persona meravigliosa, dotata di animo speciale, di correttezza estrema. Raffinato e affidabile, la sua personalità e lo specchio della sua anima si può notare anche dalle sue meravigliose opere.
Ha collaborato con la Scuola di Formazione e Sartoria di Lorella Chinaglia da sempre, se da sempre pronto a dare il meglio di se con le proprie infinite capacità artistiche e umane.
Per la Scuola ha dipinto un abito su tessuto a capo finito in modo eccellente, si è prestato innumerevoli volte a dare una mano con le sue doti in modo esemplare e immediato, qualsiasi fosse la richiesta. Ha dato anche preziosi consigli artistici.
In poche parole, un uomo speciale …grazie Carlo Salomoni e ancora complimenti per le tue opere!
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Corso di modellista sartoriale presso Lorella Chinaglia – Scuola di Moda e Sartoria
I modellisti sono il cuore del processo progettuale che porta alla nascita di una collezione, traducono, i disegni dello stilista in cartamodelli pronti a essere trasferiti su tessuto.
Quella del modellista sartoriale è una figura strategica, in quanto deve concretizzare i modelli ideati dallo stilista attraverso la trasformazione del figurino di moda in cartamodello. Si occupa quindi di sviluppare il cartamodello, dalla fase di progettazione a quella di realizzazione, seguendo il più fedelmente possibile la linea interpretativa adottata dallo stilista, rispettando proporzioni e stile del figurino. Il modellista deve perciò possedere requisiti fondamentali, quali capacità creative e tecniche, ma soprattutto organizzative e interpretative. Deve conoscere l’anatomia, mostrare precisione e meticolosità. È il mediatore tra le varie figure in gioco: interpreta l’idea dello stilista-figurinista e garantisce la vestibilità del capo, grazie alle competenze sartoriali acquisite per poter confezionare le tele di prova, al fine di salvaguardare l’economia dell’impresa.
Il corso di modellista sartoriale di Lorella Chinaglia Scuola di Moda e Sartoria permette allo studente di realizzare capi, dai modelli più semplici fino a quelli più complessi.
Il percorso formativo parte dallo studio delle basi di modellistica, con i diversi trasferimenti di ripresa, dopo aver approfondito l’argomento misure e vestibilità.
L’obiettivo del corso di modellista sartoriale è quello di far acquisire ai partecipanti la sensibilità necessaria per realizzare un modello personalizzato in funzione del corpo da vestire e del materiale da usare.
Modellisti all’opera
Alla fine del percorso formativo si è, inoltre, in grado di utilizzare i principali macchinari da laboratorio.
Il corso dura un anno circa (9 mesi) per un totale di 260 ore (74 lezioni).
Ore settimanali 7 da ripartire in 2 lezioni.
Personalizzato a seconda delle esigenze individuali, prerequisiti e grado d’apprendimento dell’allievo.
Gonna base più tutti modelli base di gonne + fantasie.
Pantalone base e classico + fantasie
Camicia femminile e maschile base.
Vari modelli di camicie da figurini con colli, maniche e drappeggi.
Abito classico con riprese.
Abiti vari base da tracciati.
Giacca classica.
Fantasie di giacche da figurini.
Giaccone e cappotto classico.
Modelli vari da figurini per esercitazione.
Spiegazione e confezione di modelli di colli, maniche, tasche e rifiniture.
Spiegazione uso macchine da cucire + pratica.
Spiegazione delle tipologie di tessuto e sistema di taglio.
Spiegazione e pratica di confezione.
Taglio e confezione di modelli base.
Taglio e confezione di capi personali o su misura con sdifettamenti.
Affrettati, mancano poche settimane all’inzio dei corsi estivi!
Taglio e cucito: fai parte anche tu del Made in Italy che ha fatto la storia
Pizza, pasta e Made in Italy. Se c’è una cosa che l’Italia sa fare bene è la moda artigianale.
E’ proprio l’Italia infatti la patria della moda, del gusto e della raffinatezza.
Lo stile italiano ha fatto la storia e scaturisce nei primi anni del 1900: nella rinascente milanese ad esempio si poteva trovare il top della moda, che si bloccò successivamente nelle tragiche guerre mondiali che hanno bloccato.
Ma nel 1950 in poi ebbe una seconda fioritura con una scalata del Made In Italy con i settori appunto della moda, design e arte.
Un veicolo importante al tempo fu il cinema, il quale esportò gli abiti delle grandi boutique italiane in tutto il mondo e dettando legge nei mercati di alta sartoria.
Ad oggi il settore della sartoria, con la produzione di abiti sta subendo una evoluzione verso l’esclusivo mercato di elitè, e una nuova stagione animata dal recupero di abiti e il desiderio di possedere capi su misura che si discostino dalla scomodità obbligata di quelli industriali.
Quindi perché frequentare un corso di taglio e cucito?
Se anche tu pensi che la moda sia una bellissima forma d’arte con il quale si possono creare le proprie opere, il taglio e cucito ti permette di realizzare la tua arte.
Ecco quindi perché frequentare un corso di taglio e cucito:
Il sarto, ovvero colui che conosce l’arte del taglio e cucito è colui che restituisce vita agli abiti, li confeziona, li crea e li adatta secondo specifiche esigenze;
Imparare il taglio e cucito, oltre agli aspetti lavorativi e creativi, permette di risparmiare riparando gli abiti (dall’orlo alla cerniera o al bottone scuciti);
E’ possibile rimodernare capi passati di moda, creando qualcosa di ricercato e con estrema soddisfazione personale.
I capi parlano di chi li crea e più sono personalizzati più dettano stile e fanno tendenza.
Saper cucire rende autonomi anche nella vita quotidiana: taglio e cucito si possono tramutare in un grembiule o in una mantella per l’inverno.
Infine è dimostrato scientificamente che svolgere un’attività gratificante e che ci rende indipendenti, giova moltissimo alla nostra autostima e aiuta a rilassare la mente nei periodi di forte stress.
Vuoi partecipare ad un corso di taglio e cucito? vieni in una vera scuola di moda, ti insegneremo tutti i trucchi per realizzare il tuo personale Made In Italy.