Parigi, la donna scultura di Yves Saint Laurent

Volumi scultorei, gambe scoperte e tacchi vertiginosi: sono queste le scelte di Anthony Vaccarello, direttore creativo della Maison Saint Laurent, presentate a Parigi durante la Settimana della moda con le collazioni prêt-à-porter per la prossima bella stagione.

In passerella tanti gli shorts di pelle nera, camicie in stile vittoriano e una profuzione di frange e piume, persino sugli stivali.

La sfilata si è svolta nella suggestiva cornice della Fontana del Trocadéro, trasformata in una piazza di cemento, dalle atmosfere lunari, con la Torre Eiffel sullo sfondo.

Protagonisti la pelle nera, i grandi inserti di piume e i volumi inediti, decisamente importanti. Il bianco e il nero la fanno da padroni, a volte con inserti metallici di importante impatto visivo.

Oltre agli abiti dalla forma irregolare, sono in primo piano anche i top bustier con i lacci, abbinati a pantaloni resi voluminosi da piume e frange. Tante piume anche sugli stivali, rigorosamente a tacco altissimo.

Yves Saint Laurent dà spettacolo, in uno scenario che si fa ricordare: sulla passerella allestita alla Fontana del Trocadéro, dominata da una scintillante Tour Eiffel, sfila una donna sicura di sé, a cui piace apparire e che, come ha detto lo stesso Anthony Vaccarello nel backstage, «vuole godersi la vita». Conto alla rovescia per l’inaugurazione dei due musei, a Parigi e Marrakech, dedicati al fondatore della maison.

I capi più scenografici della sfilata sono quelli – molto più vicini al mondo della couture che del prêt-à-porter – costruiti intorno alla forma a palloncino, in modo da dare risalto alla parte superiore del corpo ma al tempo stesso mantenendo alta l’attenzione sulle gambe, che restano scoperte o velate da calze nere, mentre dal minishort ammicca una minuscola Tour Eiffel.

La sfilata è stata concepita per comunicare un’immagine potente e seducente, dark ma senza decadenze di sorta, in un tourbillon di piume, paillette che illuminano blazer e cappe, miniabiti in pelle, camicie che rendono possibile l’impossibile, pantaloni in pizzo, giacche con fantasie pittoriche oppure all black, illuminate da una cintura dorata.

Uno stile metropolitano e notturno arricchito da accessori, tra cui gli stivaloni con piume e i sandali tacco 12, a loro volta piumati -, che di tanto in tanto lascia spazio a incursioni nella natura e nel viaggio: dalla farfalla che personalizza tanto il micro top femminile quanto il giubbotto maschile, alla camicia sempre maschile con una fantasia zebrata, fino allo short di sapore coloniale.

Un luogo, quest’ultimo, scoperto dal designer e da Bergé nel 1966 e acquistato nel 1980: qui sorge la Villa Oasis, dove Saint Laurent e Bergé trascorrevano lunghi periodi. E sempre qui sono state sparse le ceneri di Yves, all’indomani della sua morte nel 2008.

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