Quando la tradizione sartoriale dell’alta moda si mescola con le ultime tecnologie, nascono capi originali ed esclusivi.
Con la nuova collezione Balenciaga i processi di high tech si sono fusi con l’antica arte del cucito dando vita a capi di haute couture unici, un mix di artigianato e innovazione.
Il direttore creativo della casa di moda, Demna Gvasalia, ha utilizzato la stampa 3D per creare una serie di giacche molto ampie e dal contorno esagerato per la collezione Autunno/Inverno 2018 firmata Balenciaga.
Mentre Gucci ha recentemente fatto sfilare i suoi modelli sulla passerella con teste stampate in 3D e Dolce & Gabbana ha sostituito i modelli di borse con i droni, Balenciaga ha utilizzato le tecnologie 3D in un modo più “tradizionale” per creare una linea di cappotti colorati e a doppio petto.
Balenciaga
Il designer Gvasalia ha recentemente dichiarato a Vogue, che i cappotti celebri per le linee ampie sulle spalle, stretti in vita e larghi sui fianchi- sono stati realizzati con l’ausilio della scansione 3D e della stampa 3D. Per ottenere la silhouette scenica e “teatrale” delle giacche, il designer 3D ha scansionato i corpi dei modelli che indossavano i cappotti e poi ha adattato e modificato le forme del corpo in un programma CAD.
Queste forme “alterate” sono state stampate in 3D e fuse con una leggera schiuma, in un secondo momento.
Come Gvasalia ha detto a Vogue: “per la prima volta, ho realizzato montaggi digitali su un computer. Abbiamo scansionato i corpi in 3D e poi abbiamo modificato le forme nei file, le abbiamo stampate in 3D e poi prodotto degli stampi.
La parte sartoriale che si vede è tutta stampata. Ci sono solo due cuciture sul lato e il foro del braccio.
C’è solo uno strato di tessuto. In altre parole, invece di impilare il tessuto o usare tecniche di cucitura per creare i fianchi esagerati del cappotto, il designer e il suo team hanno dovuto semplicemente drappeggiare i tessuti che stavano usando sopra i pezzi di gommapiuma del manichino e cucirli.”
E’ sempre sorprendente vedere la varietà di modi in cui le tecnologie 3D possono essere utilizzate per creare pezzi di alta moda e come questa tendenza continuerà a crescere.
L’innovazione sarà l’ingrediente essenziale per il rilancio del settore artigianale e un’opportunità di accesso al mondo del lavoro sempre più dinamico ed esigente. Capacità, creatività, manualità, padronanza delle nuove tecnologie devono essere le necessarie competenze del futuro artigiano..digitale!
LaFashion Week,settimana della Moda di Milano è una settimana celebre, tenuta due volte all’anno a Milano, in Italia. L’evento con le sfilate primavera/estate si tiene a settembre/ottobre di ogni anno mentre l’evento con le sfilate autunno/inverno si tiene a febbraio/marzo di ogni anno. Quest’anno da mercoledì 21 febbraio a martedì 27 febbraio 2018.Le collezioni che si mostrano durante le sfilate sono relative alle stagioni successive, e vengono organizzate con largo anticipo in modo da permettere la produzione degli articoli presentati e la loro acquisizione da parte dei negozi.
Armani PriveArmani Prive
Nel 1958 è stata istituita la settimana della moda di Milano, e fa parte delle “Big Four”, ovvero dei quattro eventi ritenuti particolarmente importanti in quanto svolti nelle capitali della moda. Le altre tre settimane della moda dei “Big Four” sono quelle di New York, Londra e Parigi.Il programma inizia con New York, seguito da Londra, poi Milano, e termina con Parigi.
Giambattista ValliGiambattista Valli
LaFashion Week,settimana della Moda di Milano è una settimana celebre, tenuta due volte all’anno a Milano, in Italia. L’evento con le sfilate primavera/estate si tiene a settembre/ottobre di ogni anno mentre l’evento con le sfilate autunno/inverno si tiene a febbraio/marzo di ogni anno. Quest’anno da mercoledì 21 febbraio a martedì 27 febbraio 2018
Tradizionalmente la fashion week, settimana della moda si svolgeva presso la Fiera di Milano di via Gattamelata, ma nel 2010 l’evento è stato organizzato presso il Fashion Hub . fashionweekdates.com
Gli eventi dedicati alla moda femminile sono il clou della settimana della moda ed in particolar modo “Womenswear”, “Milan SS Women Ready to Wear” e “Milano Moda Donna” sono le sfilate più importanti. Gli eventi dedicati alla moda maschile sono “Menswear” e “Milano Moda Uomo”.
GinvenchyDiorDior
Fashion Week,Quest’anno da mercoledì 21 febbraio a martedì 27 febbraio 2018
Pakodemo nasce nel 2011 con grande passione innata per il design che da sempre accompagna gli ideatori. Rughino è il nome del logo che da subito si aggrega in questa avventura. La linearità e il gioco di colori, miscelati con una quasi maniacale ricerca del bello, del particolare, del semplice, caratterizzano lo stile Pakodemo. Le forme originali e spesso smussate danno un senso di piacevole morbdezza.
Rugantino
https://www.pakodemodesign.it
Pakodemo è gioielli in acciaio ipoallergenico. La linea donna, fresca e giovanile, la linea uomo, forte e decisa,giorno per giorno, modello per modello, tracciano il solco di questo nuovo cammino, in questa nuova storia. Visitando i siti, www.pakodemo.it e www.pakodemodesign.it ci si potrà, quanto meno, rendere conto di tutto quello che le sole parole non riescono a trasmettere.
Gioielli Pakodemo
https://www.pakodemodesign.it
Con la nostra scuola , abbiamo contribuito alla realizzazione di un book fotografico, dando come apporto alcuni abiti realizzati dalla Scuola di Moda di Lorella Chinaglia, sede di Ferrara e Rovigo. Abbiamo inoltre collaborato con il Fotografo Andrea Bernardi,grande professionista Mua Giulia Miorelli,truccatrice e acconciatrice con molta professionalità e esperienza. Modella Charlotte Bi, con tanta voglia di crescere e aspettative riguardo la professione di modella.
Gioielli Pakodemo
Gioielli Pakodemo
Pakodemo significa gioielli in materiale ipoallergenico. la collezione comporta una linea donna, fresca e giovanile, e una linea uomo, forte e decisa,che giorno per giorno, modello per modello, tracciano il solco di questo nuovo cammino, in questa nuova storia. Visitando i siti, www.pakodemo.it e www.pakodemodesign.it ci si potrà rendere conto di tutto quello che le sole parole non riescono a trasmettere, e resterà la voglia di provare il contatto con il materiale e il design unico e originale dei gioielli creati da Pasquale Oliviero. Ho potuto verificare direttamente la perfezione dello stile e delle creazioni dei gioielli creati con tanta passione e dedizione.
Il comparto della moda chiede nuove figure professionali. Soprattutto nella creazione manuale dei modelli
Il comparto della moda italiana è da sempre uno dei settori di eccellenza del made in Italy. Nel 2011 il fatturato ha superato i 52 miliardi di euro, con un aumento del 6% rispetto all’anno precedente (dati Federazione tessile e moda). Una filiera che impegna imprese diverse, dalle filature e le tessiture fino alla scelta delle luci per le passerelle. E che negli ultimi dieci anni ha subito enormi cambiamenti, dalla scomparsa di alcuni stilisti all’emigrazione all’estero di marchi storici, dall’avvento delle vendite online al successo del fast fashion. Ma se il mestiere dello stilista continua a essere il più ambito dai giovani, e anche il più complesso da raggiungere, il settore del fashion chiede sempre nuove figure professionali. «Le ricerche di personale», scrive Emanuela Cavalca Altan nel suo ultimo libro Moda e design in bilico, «si orientano verso professioni commerciali, come addetti alle vendite o responsabili store». Quelle più ricercate, però, sono «le professioni tecniche», dal modellista al tecnico di produzione fino al prototipista. Professioni manuali per le quali nel settore moda italiano manca il personale. Così i corsi di formazione, inclusi quelli di Louis Vuitton, vanno deserti.
In un momento di crisi economica, le aziende della moda sono molto attente a razionalizzare le spese e quindi a quello che viene chiamato merchandising mix, cioè alla realizzazione di collezioni che per struttura, assortimento e fasce di prezzo siano perfettamente coerenti e rispondenti alle esigenze dei consumatori, attuali e potenziali, a seconda degli obiettivi strategici dell’azienda. Le figure professionali più ricercate in questo ambito vanno dal brand manager al productmanager, il merchandiser di collezione e l’addetto alla logistica. Anche la riscoperta della figura del buyer, il compratore che cura gli acquisti dei capi per i negozi, è legata alla necessità per i titolari delle imprese di risparmiare sull’approvvigionamento.
Una figura chiave in questo senso è quella del product manager, a metà tra l’area prodotto e il marketing, entrata nel mondo della moda con la funzione di sviluppare la strategia di un prodotto o di una linea da lanciare o rinnovare. Il product managerdeve pensare a una collezione o un prodotto vendibile coerente con i valori dell’azienda (e in questo collabora con il brand manager) e posizionato correttamente nella fascia di prezzo. Identifica il segmento del mercato da raggiungere e la concorrenza. E una volta terminata la campagna vendite, pianifica quella successiva.
Molto richiesta è anche la figura dell’uomo prodotto o merchandiser, che ha il compito di sviluppare una collezione in linea con le esigenze dell’azienda. Per questo deve possedere insieme una sensibilità artistica e conoscenze tecniche, oltre che buona capacità di dialogo con le altre parti del processo di produzione. Segue tutte le fasi di sviluppo della collezione e coordina le prove, supportando il reparto modelleria e i produttori esterni fino alla messa a punto del campione.
Professione Moda
REALIZZAZIONE MANUALE
Uno dei tanti paradossi dell’Italia, scrive Cavalca Altan, è che «molti disdegnano il lavoro manuale». Anche nella moda. Parliamo di figure tecniche sia per l’industria calzaturiera che per l’abbigliamento, dal modellista al prototipista all’addetto alle taglie. Ma forse non tutti sanno che «nel campo della modelleria femminile, un tecnico preparato riesce a portare a casa uno stipendio netto che va dai 3 ai 6 mila euro al mese». La manualità spaventa, insomma. Tanto che per i corsi di formazione italiani di Louis Vuitton non si riesce neanche a completare una classe di venti persone. Così vengono annullati.
Nella parte tecnica, tra le professioni più ricercate c’è quella del modellista: lavora a stretto contatto con lo stlista e da lui dipende la linea perfetta del modello e la sua vestibilità. Il modellista legge e decodifica lo schizzo dello stlista, lo trasporta su un cartone in tutte le sue parti e con le necessarie specifiche, poi lo taglia per costruire le parti del modello. In poche parole: trasforma le idee in materia. Grazie alla tecnologia, però, negli ultimi anni il modellista ha appeso al chiodo “la stecca e la penna”, trasferendo i suoi disegni prima sul computer e poi sulla carta. All’inizio della carriera, si parte dal ruolo di aiuto modellista, per poi passare a modellista di una collezione, coordinatore di più linee e infine responsabile dell’area modelli. Lo stipendio iniziale è di circa 1.500/2.000 euro lordi fino a retribuzioni molto più alte. Anche se molte aziende affidano alle strutture esterne di model service parte della realizzazione del modello e dei prototipi. Ed è qui che è possibile trovare nuovi impieghi.
Per la realizzazione del prototipo, la figura professionale di riferimento è quella del prototipista. Una figura quasi introvabile, si legge in Moda e design in bilico, con il compito di realizzare il prototipo del capo campione. Cosa fa in pratica il prototipista? Taglia e cuce a mano ciò che il modellista ha disegnato. E una volta terminato, si decide se metterlo in produzione o meno. Il prototipista deve essere dotato di grande pazienza, scrive Calvalca Altan, per fare e smontare il capo, dalle scarpe ai pantaloni, finché stilista e modellista non saranno soddisfatti.
Una volta scelto e memorizzato al computer il prototipo giusto, è il momento dell’addetto allo sviluppo delle taglie. Dopo l’inserimento dei dati, un programma specifico realizza le taglie di sviluppo. L’addetto controlla l’esattezza e la coerenza dello sviluppo. E, sempre al computer, prepara il grafico di taglio del tessuto con la massima efficienza e il minimo spreco. È un processo di matematica che segue la logica proporzionale delle taglie. E che si differenzia in scalare, conformato e calibrato, a seconda del numero delle taglie da sviluppare.
PROFESSIONI CONTRO LA CONTRAFFAZIONE
Quando il prodotto è bello e finito, cominciano le magagne. Quasi ogni giorno la Guardia di Finanza sequestra prodotti contraffatti, dagli occhiali alle scarpe. E il mercato degli acquirenti sembra essere florido. È per questo che figure professionali in grado di proteggere il marchio dal commercio illegale diventano strategiche.
Il responsabile Industrial Property (IP) è una figura fondamentale per le aziendeche sempre più devono proteggersi dalla contraffazione e dal commercio illegale che possono danneggiare l’immagine del marchio. Chi ricopre questo ruolo ha solitamente una laurea in giurisprudenza, economia aziendale o ingegneria gestionale. Per essere iscritti all’ordine dei consulenti in PI, bisogna superare un esame di abilitazione. L’IP dovrà proteggere il prodotto dall’ideazione fino alla commercializzazione. Il licensing manager, invece, si occupa di gestire le modalità di cessione del diritto d’utilizzo di un marchio, seguendo gli aspetti legali e finanziari. Deve fare attenzione nella scelta dei partner, puntando a scegliere aziende serie. «Un esperto in licensing», scrive Cavalca Altan, «ha le medesime conoscenze dell’IP, ma maggiori competenze legali, perché si dovrà occupare di gestire i contratti e predisporre tutte le cautele». I compensi variano in relazione alla dimensione dell’azienda, ma alla cifra base va aggiunto un extra legato al risultato.
FASHION WEB
Tra i nuovi mestieri del fashion, non potevano mancare quelli destinati al Web. Accanto ai pierre tradizionali, si affiancano nuove figure professionali che richiedono nuove e specifiche competenze: dall’e-commerce manager o web marketing manager al community manager. Le aziende sono alla ricerca di questi professionisti, solitamente giovani, che aiutino a sfruttare in pieno le nuove frontiere online del business e che siano in grado di traghettare le aziende, spesso con una lunga esperienza alle spalle, nel mondo della moda 2.0.
COMMERCIO E VENDITA
Dalla vendita in Rete al commercio tradizionale nei negozi, in questo caso a essere ricercate dal mercato sono figure come gli addetti alle vendite (commesso) o i responsabili degli store. Lavori che comportano qualche sacrificio: molte ore in piedi, sabato e festività impegnate e sveglia al mattino presto. Ma attenzione: l’addetto alle vendite, precisa Cavalca Altan, non è più il semplice commesso di una volta, ma è diventato progressivamente un consulente di moda. Vendere un marchio di lusso non significa solo porgere una gonna o un pantalone, insomma, ma trasmettere una intera cultura d’azienda. Stesso discorso per lo store manager, che deve monitorare sul campo l’andamento del punto vendita. Un netto aumento di richieste c’è anche per gli addetti all’ufficio commerciale estero, per i quali viene richiesta la conoscenza di almeno due lingue straniere. In particolare, sono in aumento le richieste di addetti alla vendita con una padronanza fluente del cinese, del russo e del coreano. Figure chiave sono anche i sales planner, sales analyst e stock manager. Quest’ultimoha preso molto piede negli ultimi anni,occupandosi di smaltire la marce invenduta del magazzino per aprire outlet o reinserirla nel circuito di vendita.
Fondamentale per la vendita dell’abbigliamento in un negozio è la vetrina e la sua organizzazione. Per questo, il mercato cerca sempre più vetrinisti, in gergo tecnico visual merchandiser, che altro non sono che professionisti della comunicazione visiva con il compito di progettare e curare la disposizione dei prodotti nelle vetrine e nei punti vendita. Studiano lo spazio, la luce, cercando una la disposizione giusta per veicolare i valori dell’azienda. Per questo esiste anche una scuola specializzata come l’Accademia vetrinistica italiana, che insegna ai giovani le tecniche espositive per creare vetrine.
Sfilata La moda in Castello 2017Sfilata La moda in Castello 2017
LE SFILATE
L’ultima tappa di questa filiera non possono che essere le sfilate. Il sogno di chi vuol fare lo stlista. Ma dietro le modelle truccatissime e magrissime che sfilano indossando abiti meravigliosi, c’è tutto un brulichio di persone e professionalità che regge l’organizzazione dell’evento. A partire dagli addetti alla sicurezza della sala d’ingresso e del backstage che, con tanto di auricolare e divisa nera, controllano i pass di chi entra ed esce. Per la preparazione delle modelle, lavorano invece parrucchieri e assistenti, truccatori e vestieriste.
Ogni modella ha una vestierista, che si occupa di sistemare sullo manichino il capo da indossare e da togliere nel giro di trenta secondi. A coordinare le vestieriste, le uscite degli abiti e lo staff scenografico, è la regia della sfilata. E in questo molti mestieri del mondo dello spettacolo si intrecciano con la moda. Dietro le quinte, poi, c’è anche un fashion stylist, che cura l’immagine del marchio nella sfilata, scegliendo i capi della collezione da inserire, coordinando il truccatore e il parrucchiere per lo shooting fotografico.
Tra il pubblico, seduti a bordo passerella ci sono i buyer, tra le figure più ricercate da cacciatori di teste e dalle società di selezione. Si tratta dei responsabili degli acquisti di una azienda, sui quali l’azienda conta anche in termini di razionalizzazione della spesa e di risparmio. Il buyer deve sapere innovare continuamente i meccanismi di approvvigionamento dei materiali per ridurre i tempi e razionalizzare le spese. E con la comparsa di piattaforme commerciali online, il classico compratore si è trasformato nel web buyer. Che ha le stesse funzioni di un buyer tradizionale, ma lo fa in Rete.
Iscriviti subito al corso di Fashion Design e diventa protagonista della moda
Il corso di Fashion Design di Lorella Chinaglia – Scuola di Moda e Sartoria fornisce i principali concetti teorici e pratici sul settore della moda, con riferimenti all’abbigliamento uomo e donna ed al design di accessori, introducendo anche allo studio di materiali e tessuti.
Dalle tecniche di disegno a mano libera, alle basi della produzione di indumenti, gli allievi si muoveranno rapidamente verso aspetti più tecnici come l’analisi dei tessuti, struttura dei capi ed introduzione alla lavorazione ed alla produzione.
Impareranno come analizzare design e stile, al fine di portare avanti una ricerca creativa in modo efficace ed autonomo, elemento chiave per lo sviluppo di proposte innovative, ma anche per la gestione delle influenze e dei bisogni del mercato.
Il Fashion Designer è un progettista in grado di ascoltare la propria creatività e tradurla in abiti o accessori che esprimono un racconto unico, innovativo e personale.
La figura professionale ha sia competenze tecniche che gli permettono di selezionare e scegliere i materiali e seguire la produzione di un capo, sia capacità di interagire con tutte le diverse professioni che intervengono nel processo produttivo. Alle competenze stilistiche e creative si uniscono le capacità di realizzare prodotti innovativi, di curarne la qualità, il posizionamento nel mercato e il racconto.
Il corso di Fashion Design illustra e apre le porte all’immaginazione, alla creazione di svariati modelli di vestiti e accessori. Durante l’anno vengono realizzate tavole di esercitazioni e di collezioni.
Programma del corso di Fashion Design:
Proporzione e anatomia umana.
Tecniche di disegno.
Basi di figurino.
Studio misure e proporzioni.
Studio del drappeggio.
Tecnica dei colori.
Cenni di merceologia.
Colorazione.
Ricerca del target e dei materiali.
Stilizzazione.
Studio di modellistica.
Decorazione.
Cenni e uso di programmi informatici di grafica.
Illustrazione.
Progettazione di tessuti.
Collezioni.
Studio del ciclo di produzione.
Metodo di ricerca.
Accessori moda.
Modello piatto.
Scheda tecnica.
Realizzazione collezioni moda dei capi base-pronto moda,pret-a-porter e alta moda
Studio collezioni moda donna-uomo-bimbo.
Studio di collezioni accessori.
Realizzazione book finale completo di ricerca e materiali.
Durata del corso di Fashion Design:
Durata 2 anni (19 mesi) di 180 ore per anno (360 tot) (72 lezioni totali).
Ore settimanali 5 in due lezioni settimanale.
I corsi standard di Lorella Chinaglia – Scuola di Moda e Sartoria per diventare stilista o modellista
La Scuola di Moda e Sartoria di Lorella Chinaglia, è situata presso le sedi di Ferrara e Rovigo, e vuole essere un punto di riferimento per tutti quelli che desiderano acquisire le conoscenze e abilità necessarie per la realizzazione di un progetto creativo, nell’ambito della moda e della sartoria.
I corsi Standard o base, sono strutturati in modo di dare una preparazione completa, anche per i corsi minori. Il nostro scopo è di dare una formazione il più ampia possibile per ogni tipologia di corso.
Si cerca di rendere ogni persona autonoma nella realizzazione del programma svolto.
Le nostre sedi, restano a completa disposizione degli studenti anche quando il loro percorso formativo è terminato, per dare loro supporto nell’avvio al lavoro, o realizzazione dei capi.
Lorella Chinaglia – Scuola di Moda e Sartoria prevede 8 corsi standard:
Taglio e cucito: Il corso permette allo studente di realizzare, modello e confezione di pochi capi base. Il percorso formativo parte dopo aver approfondito l’argomento misure e vestibilità. I capi saranno concretizzati su tela o su stoffa.
Modellista sartoriale: Questo corso permette allo studente di realizzare capi, dai modelli più semplici fino a quelli più complessi, da donna. Il percorso formativo parte dallo studio delle basi di modellistica, con i diversi trasferimenti di ripresa, dopo aver approfondito l’argomento misure e vestibilità.
Modellista industriale: Questo corso permette allo studente di realizzare tutti i capi femminili, compreso intimo, capi maschili e da bambino, dai modelli più semplici fino a quelli più complessi. Il percorso formativo parte dallo studio delle basi di modellistica, con i diversi trasferimenti di ripresa, dopo aver approfondito l’argomento misure e vestibilità.
Modellista uomo: Il corso ha lo scopo di formare modellisti/e, dai modelli più semplici fino a quelli più complessi. Il percorso formativo parte dallo studio delle basi di modellistica, dopo aver approfondito l’argomento misure e vestibilità. Il corso si conclude con il confezionamento dei modelli realizzati.
Modellista bimbo: In questo corso oltre la modellatura prevede la realizzazione di tutti i capi in tela, per verificarne la vestibilità e mettere a punto la confezione.
Intimo: Questo corso speciale è forse tra i più complessi, in quanto comporta un ulteriore studio sulla vestibilità, sulle taglie, e dei tessuti elasticizzati. Gli obiettivi del corso includono la realizzazione dei capi intimi e il piazzamento sul tessuto.
Fashion designer: All’allievo del corso di fashion design vengono fornite tutte quelle nozioni e spiegazioni che gli permetteranno di apprendere le basi del disegno di moda stimolando al tempo stesso la sua creatività.
Stilista: Il corso di stilista aiuta a trasformare i suoi studenti in veri e propri artisti, e fornire ad ognuno di loro i mezzi necessari per riuscire a combinare la fantasia individuale con le esigenze generiche di un lavoro professionale.
Lorella Chinaglia – Scuola di Moda e Sartoria riapre il 4 settembre con frequenza di tutti i corsi.
Carlo Salomoni è un artista poliedrico, pittore, illustratore, designer, scultore.
Carlo ama sognare alla luce del giorno, dando vita ad un surrealismo che inducel’osservatorea quel sorrisoche, proprio come una medicina, aiuta a dimenticare i mali del mondo. Nasce così un mondo di sogni e luoghi in cui realtà e fantasia si fondono, un mondo nel quale lo spettatore viene catapultato tra bellissimi colori, magia, fantasia e oggetti che improvvisamente si animano e prendono vita, con personaggi fantastici e veri e propri scenari fiabeschi nei quali ci si puòimmergere e viaggiare.
Carlo fa così intendere che dietro ad ogni cosa, dietro ad ogni dove, si può incontrare ciò che si è sempre sognato, quando si guarda e si vede con gli occhi di un bambino.
I suoi lavori artistici traggono origine dal mondo metafisico, dal surrealismo, dalla Fantasy Art, dal realismo magico.
Produce dipinti ad olio, tecniche miste e acrilici su tela, legno, carta, terracotta ; disegni a inchiostri, china, matite colorate e grafite su carta; sculture in legno intagliato e dipinto. Ama dipingere ilpellame per calzature artigianali ed accessori esclusivi, ( cinture, borse ecc..)e decorare tessuti per abiti di moda. In questo ambito ha collaborato con aziende calzaturiere venete ed emiliane e con la Scuola di Moda di Lorella Chinaglia ( Ferrara e Rovigo).
Carlo ama creare cicli di opere sempre diverse per garantire l’originalità di ogni singolo pezzo.
Nasce a Ferrara, ITALIA, nel 1956. Laureato in Medicina e Chirurgia con Specializzazione in Chirurgia Generale, nel 1991 decide di lasciare l’attività medica e diventa un artista professionista.
Carlo è autodidatta nella pittura ma con l’arte nella genetica, pittori infatti erano il nonno e lo zio paterni, quest’ultimo ( Tito Salomoni ) è stato un pittore surrealista di fama internazionale.
Carlo ha esposto in Italia, Francia, Belgio, Svizzera, USA.
Da alcuni anni si presenta al pubblico come artista freelance,
Abito dipinto da Carlo Salomoni
esponendo in Gallerie Internazionali d’arte on line. I suoi dipinti sono presenti in collezioni private in Italia, Francia, Spagna, Belgio, Polonia, Lussemburgo, Germania, Regno Unito, USA, Canada, Australia, Messico, Perù. Sua moglie Angela Teresa Lopez è autrice di racconti, poesie e romanzi, dai quali Carlo spessissimo trae ispirazione creativa.
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Carlo Salomoni oltre che artista poliedrico, pittore, illustratore, designer, scultore, è una persona meravigliosa, dotata di animo speciale, di correttezza estrema. Raffinato e affidabile, la sua personalità e lo specchio della sua anima si può notare anche dalle sue meravigliose opere.
Ha collaborato con la Scuola di Formazione e Sartoria di Lorella Chinaglia da sempre, se da sempre pronto a dare il meglio di se con le proprie infinite capacità artistiche e umane.
Per la Scuola ha dipinto un abito su tessuto a capo finito in modo eccellente, si è prestato innumerevoli volte a dare una mano con le sue doti in modo esemplare e immediato, qualsiasi fosse la richiesta. Ha dato anche preziosi consigli artistici.
In poche parole, un uomo speciale …grazie Carlo Salomoni e ancora complimenti per le tue opere!
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Danilo Attardi, giovane designer e modellista, è uno dei docenti più talentuosi di cui si avvale Lorella Chinaglia – Scuola di Moda e Sartoria.
La passione innata e l’interesse per la moda si sviluppano fin da subito, tra gli abiti della boutique della madre. Catturato dal continuo susseguirsi ed evolversi delle forme e degli stili, decide di intraprendere la strada della creazione.
Al primo anno di accademia lo vediamo esordiente partecipare alla manifestazione internazionale “AltaRoma”, distinguendosi per le linee essenziali e la ricerca di armonie nella realizzazione delle sue creazioni. Integra la sua esperienza con corsi di figurino, modellistica e sartoria a Roma, Milano e Firenze.
Mette a disposizione la sua esperienza per la confezione di abiti su misura, occupandosi inoltre di collaborazioni e consulenza freelance per aziende, prestando la sua conoscenza per la formazione organizzando corsi pratici. Nelle sue creazioni nulla è al caso, cura tutto nei minimi particolari: ricerca, stile e progettazione.
Che cos’è il Moulage?
Il Moulage è una tecnica manuale, con la quale il tessuto viene “scolpito” direttamente su manichino sartoriale mediante l’uso della tela o tessuto, degli spilli e di una forbice con cui si può realizzare un abito in un unico pezzo, trasformandolo in forme geometriche e in creazioni fluide e perfette.
Questa tecnica, nota anche come Draping, consente di creare un capo di abbigliamento direttamente sul manichino, senza le imposizioni standardizzate della modellistica, in quanto il modello non viene costruito partendo da una figura piatta ovvero 2D, bensì dalla tridimensionalità.
Ciò permette ai Designer di abbozzare in anticipo una prima idea sul capo da creare e di decidere sin dai primi passi se procedere nella realizzazione del vestito oppure no, servendosi solo di una tela, spilli, pieghe, moduli, drappeggi, manualità, e tanta creatività.
Una tecnica dunque, dunque, che lascia spazio all’estro di ogni singolo designer, agevolandone la fantasia creativa.
Il Moulage è una tecnica molto usata e conosciuta nel mondo dell’Alta Moda. Tanti sono, infatti, gli stilisti che ne fanno uso, come John Galliano e Terry Mugler.
Con il modello creato direttamente sul manichino possiamo gestire stile e vestibilità in ogni momento, adeguandoli in base alle nostre esigenze.
I risultati saranno nuovi modelli, tagli e linee che daranno vita ad un nuovo prototipo tridimensionale.
Il Corso di Moulage presso Lorella Chinaglia – Scuola di Moda e Sartoria
Il corso pratico di Moulage presso Lorella Chinaglia – Scuola di Moda e Sartoria intende fornire le competenze tecniche di base per permettere ai soggetti interessati di sviluppare autonomamente un progetto di moda.
Il corso si rivolge a studenti, stilisti, modellisti, sarte, professionisti del settore e laureati in moda, arte, design, ma anche ad appassionati e principianti che intendono apprendere la tecnica del Moulage, utilizzata nell’Alta moda per la realizzazione di un prototipo tridimensionale.
Programma del corso di Moulage
Presentazione del Moulage-Draping
Impostazione del manichino
Scelta tela o tessuto (base su cui lavorare)
Drappeggio o modulo
Trasformazione 3D
Definizione punti e riferimenti principali
Sviluppo del modello
Vorresti anche tu apprendere la tecnica del Moulage?
Il prossimo corso di Moulage con Danilo Attardi si terrà i primi giorni di Settembre a Ferrara!
Venerdì 14 luglio gli studenti di Lorella Chinaglia – Scuola di Moda e Sartoria avranno l’opportunità di entrare nel vivo del business del mondo della moda, con una visita formativa presso l’azienda Cashmere Global Store.
L’azienda Cashmere Global Store, situata tra Ferrara e le Valli di Comacchio, è stata fondata nel 1963 da due ragazzi che non hanno mai smesso di credere nei loro sogni.
Paola Bersani e Giordano Piovaccari, iniziarono un lungo cammino che portò ben presto l’azienda di storia e tradizione a conquistarsi un ruolo da protagonista nella produzione di maglieria.
Un’azienda che crede e investe nel made in Italy: Cashmere Global Store
Da subito questa brillante coppia riuscì a creare un punto di riferimento per un pubblico alla ricerca di un prodotto di alta qualità per uno stile sempre impeccabile.
L’azienda Cashmere Global Store è un’azienda di storia e tradizione con una esclusiva lavorazione di filati pregiati, in particolare cashmere e seta, con una filosofia aziendale che ricerca nella qualità del prodotto una spinta emotiva.
Emozioni che nascono dalla selezione di materiali lussuosi, da telai storici e dalla massima tecnologia.
Le maglie di Cashmere Global Store sono inconfondibili per leggerezza e qualità, e raccontano una lunga storia di tradizione vissuta per creare un comfort assolutamente unico nel suo genere.
Questa lavorazione è frutto di una continua evoluzione sperimentale e sempre proiettata verso soluzioni innovative mantenendo i valori della tradizione.
Da sempre l’azienda vanta un processo produttivo seguito nella sua interezza all’interno delle mura; l’elevata qualità viene certificata dal suo essere uno straordinario conoscitore del cashmere, un vero e proprio garante delle tecniche migliori per la sua lavorazione e produzione.
Passato e futuro si incontrano nella miscelatura dei fili e dei colori, per farvi vivere il presente in una seconda pelle di gran pregio.
Il processo produttivo viene seguito nella sua interezza, dalla scelta di una lussuosa materia prima al rigoroso confezionamento di un capo di maglieria di prima qualità.
L’insieme di una raffinata tradizione e di una produzione prestigiosa, rende il Cashmere Global Store una delle migliori maglierie al mondo con una importantissima distribuzione di capi d’abbigliamento 100% cashmere.
L’elevata qualità viene certificata dal suo essere uno straordinario conoscitore del cashmere, un vero e proprio garante delle tecniche migliori per la sua lavorazione e produzione.
Negozio di Bologna di Cashmere Global Store
Questa visita formativa rappresenterà sicuramente un arricchimento sia dal punto di vista culturale che dal punto di vista umanistico, in quanto darà agli studenti la possibilità di toccare con mano la realtà aziendale del fashion system e di vedere come i sogni possono avverarsi con buona volontà, impegno ma soprattutto tanta determinazione.
Vuoi vivere anche tu il mondo della moda a 360°?
Affrettati, mancano poche settimane all’inzio dei corsi estivi!
Corso di modellista sartoriale presso Lorella Chinaglia – Scuola di Moda e Sartoria
I modellisti sono il cuore del processo progettuale che porta alla nascita di una collezione, traducono, i disegni dello stilista in cartamodelli pronti a essere trasferiti su tessuto.
Quella del modellista sartoriale è una figura strategica, in quanto deve concretizzare i modelli ideati dallo stilista attraverso la trasformazione del figurino di moda in cartamodello. Si occupa quindi di sviluppare il cartamodello, dalla fase di progettazione a quella di realizzazione, seguendo il più fedelmente possibile la linea interpretativa adottata dallo stilista, rispettando proporzioni e stile del figurino. Il modellista deve perciò possedere requisiti fondamentali, quali capacità creative e tecniche, ma soprattutto organizzative e interpretative. Deve conoscere l’anatomia, mostrare precisione e meticolosità. È il mediatore tra le varie figure in gioco: interpreta l’idea dello stilista-figurinista e garantisce la vestibilità del capo, grazie alle competenze sartoriali acquisite per poter confezionare le tele di prova, al fine di salvaguardare l’economia dell’impresa.
Il corso di modellista sartoriale di Lorella Chinaglia Scuola di Moda e Sartoria permette allo studente di realizzare capi, dai modelli più semplici fino a quelli più complessi.
Il percorso formativo parte dallo studio delle basi di modellistica, con i diversi trasferimenti di ripresa, dopo aver approfondito l’argomento misure e vestibilità.
L’obiettivo del corso di modellista sartoriale è quello di far acquisire ai partecipanti la sensibilità necessaria per realizzare un modello personalizzato in funzione del corpo da vestire e del materiale da usare.
Modellisti all’opera
Alla fine del percorso formativo si è, inoltre, in grado di utilizzare i principali macchinari da laboratorio.
Il corso dura un anno circa (9 mesi) per un totale di 260 ore (74 lezioni).
Ore settimanali 7 da ripartire in 2 lezioni.
Personalizzato a seconda delle esigenze individuali, prerequisiti e grado d’apprendimento dell’allievo.
Gonna base più tutti modelli base di gonne + fantasie.
Pantalone base e classico + fantasie
Camicia femminile e maschile base.
Vari modelli di camicie da figurini con colli, maniche e drappeggi.
Abito classico con riprese.
Abiti vari base da tracciati.
Giacca classica.
Fantasie di giacche da figurini.
Giaccone e cappotto classico.
Modelli vari da figurini per esercitazione.
Spiegazione e confezione di modelli di colli, maniche, tasche e rifiniture.
Spiegazione uso macchine da cucire + pratica.
Spiegazione delle tipologie di tessuto e sistema di taglio.
Spiegazione e pratica di confezione.
Taglio e confezione di modelli base.
Taglio e confezione di capi personali o su misura con sdifettamenti.
Affrettati, mancano poche settimane all’inzio dei corsi estivi!